Festa della Madonna SS. Addolorata di Mola 2026

vuoto

Prefazione

 
Festa della Madonna SS. Addolorata di Mola 2026 racconti, immagini e riflessioni

ebook eBook

 

Eccoci qua!
Anche quest’anno non abbiamo voluto mancare all’appuntamento con la nostra Festa Patronale in onore di Maria Santissima Addolorata, proseguendo quel viaggio nel tempo che, attraverso la ricerca e la riscoperta delle fonti storiche, ci permette di ricostruire eventi e vicende che, negli anni, hanno accompagnato la devozione alla Madonna Addolorata, fino a riconoscerla come Patrona di Mola.
L’impegno e la ricerca del prof. Vito Didonna ci conducono quest’anno alla scoperta di nuovi tasselli della nostra storia, risalenti al 1850 e al 1857, arricchendo il percorso intrapreso negli anni precedenti. A questi si aggiunge, però, anche un tassello di storia più recente: quella che appartiene alla memoria di molti di noi, quella che fa riaffiorare espressioni come «Io c’ero», «Ricordo che…», «Che bello che era!».
Due sono le vicende storiche che vengono approfondite.
La prima, risalente al 1850, rivela la profonda devozione di una nostra concittadina verso la Madonna, una devozione che non si esauriva nei consueti atti di intimità religiosa, ma arrivava a coinvolgere anche il proprio patrimonio personale.
La seconda, del 1857, riprende invece una vexata quaestio che, nel corso del tempo, aveva interessato le confraternite: quella delle precedenze nelle processioni e nelle pubbliche manifestazioni religiose.
A queste vicende si aggiunge un episodio molto più vicino a noi, risalente al 1996, anno nel quale si giunse alla formalizzazione ufficiale della festività patronale di Mola, ponendo fine a una querelle che da tempo alimentava il dibattito sull’individuazione del Patrono e della Patrona di Mola, tra San Michele e la Madonna Addolorata.
Mancava, infatti, una dichiarazione ufficiale da parte del Comune e dell’autorità ecclesiastica che riconoscesse formalmente la Madonna Addolorata quale Patrona di Mola, nonostante una tradizione secolare ne avesse ormai consolidato il ruolo nel cuore e nella devozione dei Molesi. Quest’anno il nostro appuntamento con la Festa Patronale si arricchisce e si impreziosisce anche del contributo culturale della dott.ssa Rosa Angela Mariani e del prof. Mosè De Carolis, oltre che di un pensiero rivolto all’impegno del nostro concittadino Vito Ritorno, protagonista di un servizio silenzioso e prezioso, frutto di una devozione che dura da una vita. Rosa Angela Mariani ci accompagna in un viaggio personale attraverso la memoria e i ricordi.
Un racconto nel quale le parole sembrano avere il potere di riportare alla luce immagini, luoghi, persone e momenti che appartengono alla nostra storia più recente. È un viaggio fatto di emozioni, capace di suscitare in chi legge quella spontanea sensazione che tutti, almeno una volta, abbiamo provato davanti a un ricordo: «È vero! Ricordo anch’io quando…», oppure, semplicemente, «Che bello che era!».
Ed è forse proprio questa la bellezza del racconto che Rosa Angela Mariani affida alla nostra attenzione: riuscire a trasformare un ricordo personale in memoria collettiva.
Come ogni bel viaggio, anche questo racconto si conclude con una riflessione. Con il garbo che le è proprio, Rosa Angela Mariani ci invita a chiederci che cosa stiamo conservando, che cosa stiamo tramandando e che cosa, invece, rischiamo di dimenticare.
Perché la memoria non è soltanto nostalgia. È anche responsabilità.
Sta a ciascuno di noi fare la propria parte affinché ciò che abbiamo ricevuto non vada perduto e, un giorno, l’unica esclamazione possibile non sia «Che peccato!».
Mosè De Carolis, attento e sensibile custode di importanti opere di Bruno Calvani, tra dipinti, sculture, schizzi e disegni, attraverso la propria collezione della Galleria «Le Pleiadi», ci offre l’opportunità di riscoprire e ammirare tre opere di particolare interesse del nostro concittadino. Opere che, sottratte al tempo e preservate con cura, dialogano con la comunità alla quale appartengono per storia, memoria e identità.
Quelle riprodotte in questo opuscolo rappresentano solo una parte di un patrimonio più ampio, una testimonianza preziosa della sensibilità artistica di Bruno Calvani e, al tempo stesso, del legame profondo che l’artista seppe mantenere con la propria terra d’origine.
Attraverso la sua collezione, Mosè De Carolis non si limita dunque a custodire delle opere: custodisce parte della memoria e la restituisce alla comunità, affinché queste possano essere conosciute, apprezzate e continuare a raccontare, anche attraverso l’arte, un pezzo della storia di Mola.
Calvani, pur vivendo sin da giovane lontano dal paese natio e frequentando artisti e ambienti culturali delle principali città italiane ed europee, tra cui Parigi, non dimenticò mai le proprie origini, il legame con Mola e con le sue tradizioni. Un legame che ritroviamo anche nelle opere qui presentate e, in particolare, in «Processione della Madonna Addolorata a Mola», che consegna alla memoria un momento particolarmente significativo della vita della nostra comunità, legato alla Festa Patronale.
Bruno Calvani portava con sé, anche a Milano, quelle «cartoline di Mola» che conservavano immagini, luoghi, tradizioni e ricordi della sua terra d’origine.
Vito Ritorno è tra le persone che, con discrezione e dedizione, custodiscono una delle tradizioni più sentite della nostra comunità.
Ha 76 anni e da sessant’anni vive da protagonista le processioni di Maria Santissima Addolorata e di Gesù Morto.
Aveva appena sedici anni quando, per la prima volta, entrò a far parte delle squadre dei portatori. Da allora, quel gesto è diventato un impegno costante, fatto di devozione, responsabilità e amore per una tradizione che si rinnova di generazione in generazione.
Per vent’anni è stato portatore; da quarant’anni, invece, coordina con passione e competenza le squadre dei portatori, un incarico che svolge con grande senso del dovere e di cui va giustamente fiero.
Dietro ogni processione c’è, infatti, un lavoro silenzioso, paziente e meticoloso, fatto di organizzazione, responsabilità e disponibilità, che spesso rimane lontano dagli occhi di chi partecipa alle processioni.

La sua è una testimonianza preziosa di quella devozione operosa che, lontano dai riflettori, contribuisce a mantenere vive le nostre tradizioni. A completare questo racconto è una fotografia artistica di Joe Pansa, che attraverso un’immagine racconta l’impegno e la dedizione di Vito Ritorno. La storia è fatta dalle persone che, con gesti concreti e spesso lontani dalla ribalta, custodiscono la memoria della comunità.
Vito Ritorno, con i suoi sessant’anni di impegno, rappresenta una di queste persone: con il suo esempio, la devozione si fa servizio e la tradizione continua a vivere, anno dopo anno, per le strade della nostra Mola.
E il Quaderno di storia molese diventa così un luogo di «storia condivisa»: tanti tasselli che non restano gelosamente custoditi in privati cassetti, ma vengono messi a disposizione di tutti per essere conosciuti, apprezzati e, soprattutto, riconosciuti come parte del patrimonio comune.
Anche questo è, in fondo, un modo di fare storia.
È la storia raccontata attraverso le vicende della gente comune; quella storia fatta di gesti, azioni, devozioni, sentimenti e consuetudini che, giorno dopo giorno, hanno contribuito a costruire l’identità della nostra comunità.
In fondo, è la gente che fa la storia.
Conoscere il passato significa comprendere meglio ciò che siamo. E conoscere sempre più e meglio la nostra storia può aiutarci ad apprezzare il presente e a sentirci cittadini attivi e partecipi della comunità alla quale apparteniamo.
Carissimi concittadini, le celebrazioni in onore di Maria Santissima Addolorata rappresentano, per tutti noi Molesi - residenti ed emigrati, vicini e lontani - uno straordinario momento di incontro e di riconoscimento reciproco. È come ritrovarsi, ogni anno, attorno alla propria Mater Familiae, riscoprendo ciò che ci unisce e rafforzando il senso di appartenenza a una comunità che, nonostante le distanze e il trascorrere del tempo, continua a riconoscersi nelle proprie radici.

La Madonna Addolorata rappresenta per noi un forte legame con il passato, con le nostre radici e con i ricordi più belli; un legame che attraversa le generazioni e supera le distanze, accompagnando anche quanti hanno lasciato Mola senza mai interrompere il rapporto con la propria terra.
Rivolgo a tutti voi il mio più caro saluto in occasione della nostra Festa Patronale, nella speranza che questi giorni possano contribuire a farci sentire ancora più uniti e a rafforzare quel sano e profondo orgoglio di essere Molesi.
L’auspicio è che la conoscenza della nostra storia non rimanga soltanto memoria del passato, ma diventi uno strumento per vivere meglio il presente e costruire il futuro.
Perché amare la propria terra significa anche conoscerla, custodirne la memoria e sentirsi responsabili del suo futuro.
Buona Festa Patronale a tutti i Molesi, vicini e lontani.

Giangrazio Di Rutigliano
Scheda bibliografica
Autore Vito Didonna 
Titolo Festa della Madonna SS. Addolorata di Mola 2026
Editore Grafica e Impaginazione: Francesco Bozzi Stampa: Ideal Stampa, Turi
Prezzo s.p.i.
data pub. settembre 2026
In vendita presso:
Associazione “La Fabbrica del Benessere” - Mola di Bari

Mostra posizione