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Teodosio Saluzzi vive e lavora a Bari.
Sin da adolescente si appassiona alla scrittura drammaturgica che man mano perfeziona con lo studio dei grandi autori teatrali e dei relativi testi.
A sedici anni scrive macchiette e scenette per gli artisti di strada. Una di queste, “L’Arrotino”, gli fa vincere il primo premio al Concorso “Il Primo Applauso” di Alberobello nella sezione “Testi Comici”.
A diciotto anni scrive “Non scherzerò mai più con il cuore” e “Fesso chi muore” testi che, letti ed apprezzati da Eduardo De Filippo, gli aprono la strada ad incontri personali con il grande artista napoletano. Nella sua casa romana, Eduardo impartisce al giovane Saluzzi insegnamenti e lezioni di drammaturgia e le indicazioni più opportune sugli autori e sui testi teatrali da studiare.
A venti anni, scrive “Ipotesi” e comincia a convincersi della necessità che il teatro debba guardare soprattutto al futuro. In alcune sue considerazioni, egli dice testualmente:
“Teatro, parola magica, sinonimo di immenso! Aspetti di quest’immenso, situazioni difficili e paradossali, universalmente e drammaticamente attuali, sono il mio teatro.
Il passato è cultura, il passato è la storia. Il passato ha generato questo presente ma è qualcosa di già accaduto sul quale nulla ho potuto determinare o condizionare. Il presente è il mio tempo, quel tempo che può verificare la nostra forza e il nostro impegno nel cercare di costruire un domani migliore. Il presente è il mio tempo, quel tempo che deve ascoltare la mia voce e le mie grida. Facendo vivere sulle scene il presente di tanti uomini, il teatro deve scoprire il futuro per renderlo meno buio, per ridarci almeno parte di quelle speranze che altri uomini ci hanno rubato.”
Forte di questi convincimenti, negli anni ’80 e ’90 e nei primi anni del 2000 nascono i testi più belli di Saluzzi:
- “Esuberi” premio FITALIA (Grado 1999)
- “La morte in cassa integrazione” premio BARDESONO (Torino 2001)
- “I figli di Filumena Marturano” premio I FIUMI (Venezia 2001)
- “Un ponte da qui al Madagascar”
· “Vuoi fare il cane?” segnalazione d’onore alla 21ª edizione PREMIO TEATRALE FIRENZE 2003. Finalista 3ª Edizione Teatro della Fede Premiopera Fantiano, Grottaglie (TA) 2005.
- “Questo pazzo pazzo mondo”
- “Il giudizio universale”
- “ Bari - Napoli, Andata e Ritorno, Carosello popolare”.
- “…e venne un uomo chiamato L’UOMO FEDELE”.
- “Pene… oggetto misterioso. Lo cerco e non lo trovo”.
- “Il santo uomo – Il sogno di San Nicola”
- “Santi ladri e matti sui binari ci siam tutti” Finalista Premio Nazionale di Teatro “Nicola Martucci” Città di Valenzano anno 2017 Ed. XV
- “La chiamerò come te …”
- “La donna cannone”
- “Ora tocca a me”
- “Festa a sorpresa”
- “Escort per caso”
- “Il Vangelo secondo Giuda” Finalista XXIX Edizione Premio Teatrale Firenze
- “Giro girotondo … e così continua il mondo”
- “Il potere è un uomo grande grande grande…con un culo grosso grosso grosso…”
- “…e se maschio, lo chiamerai Alfredo!”
- “... e venne una donna”
- “Comici per il Paradiso”
- “Mi volevano al Sistina”
- “Vita e teatro: dove si finge?”
- “... e venne un uomo chiamato GODOT”
- Eros e Psiche amanti senza tempo
- Corazzieri a statura medio – bassa
- Vivere o morire: questo è il cacchio del problema!
- Aldo Moro: Papa o Re?
- La strategia del potere: Mai più le mollette di una volta!
Nel gennaio 2006, pubblica il suo primo libro dal titolo “IL MIO TEATRO” composto da quattro dei suoi testi vincitori di premi teatrali nazionali.
I premi vinti, e quindi la consapevolezza che i suoi lavori trovino consensi di critica; il fatto che le compagnie teatrali di professionisti mettano volentieri in scena i suoi lavori, e quindi la consapevolezza del consenso del pubblico, inducono Saluzzi ad incrementare la sua produzione e le sue proposte teatrali.
Dal gennaio 2008 collabora con il mensile “TERRA di BASILICATA” pubblicando brani di saggistica teatrale.
Nell'ottobre 2014, l'archivio teatrale personale di Teodosio Saluzzi viene dichiarato di interesse storico culturale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il tramite della Soprintendenza Archivistica per la Puglia e tutelato dallo stesso Ministero.
Il 1° Dicembre 2015 il Magnifico Rettore, Prof. Antonio Felice Uricchio, a nome dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” conferisce un “ATTESTATO DI BENEMERENZA” al Saluzzi per “la sua appassionata attività teatrale che da oltre 50 anni interpreta con profonda sapienza artistica il nostro tempo”.
Socio della SIAD (Società Italiana Autori Drammatici), collabora attivamente con il ramo SIAD – Puglia partecipando ad incontri culturali dove insegna “Storia del Teatro”.
Teorico del Teatro, i suoi lavori tendono a fondere e a far coesistere “Teatro dell’Assurdo”, “Teatro del Grottesco”, “Teatro Popolare”.
Il giorno 21 Marzo 2017 nell'Aula Magna dell'Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” conduce un seminario su: il Teatro di Teodosio Saluzzi fra assurdo, grottesco e popolare.
Il 18 Ottobre 2017 inaugura l'Anno Accademico del Dipartimento Scienze della Formazione, Psicologia e Comunicazione dell'Università “Aldo Moro” di Bari con una lezione sul teatro dell'assurdo, grottesco e popolare.
I testi di Teodosio Saluzzi sono pubblicati regolarmente sul quadrimestrale di LETTERATURA “LA VALLISA”.
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